IMMUNOLOGIA

Gli organismi viventi rispondono agli agenti patogeni mobilitando i propri processi generali, senza ricorrere ad apparati specializzati.

Si tratta del network immunitario, una rete di mediatori chimici e cellulari che si attivano in difesa dell’organismo in caso di insulti di diverso tipo come quelli chimici, fisici, batterici e virali.

Le espressioni biologiche tipiche di questa strategia difensiva sono rappresentate dall’immunità innata e dall’immunità acquisita.

La prima ha un carattere aspecifico e si manifesta in una sequenza articolata di eventi di tipo umorale, cellulare e vascolare. L’infiammazione ne è un tipico esempio, con manifestazioni riconducibili a sintomi ben noti quali il calor, rubor, tumor, dolor e la functio lesa.

"Si tratta del network immunitario, una rete di mediatori chimici e cellulari che si attivano in difesa dell’organismo"

La risposta umorale dell’infiammazione è affidata ai derivati dell’acido arachidonico, le prostaglandine e i leucotrieni, mediatori fisiologici coinvolti nel normale funzionamento dell’organismo ma che in condizioni di flogosi vengono iperattivati.

Questo è un livello evolutivamente più antico del sistema immunitario, costituito da barriere biologiche, cellule e mediatori che mettono in campo una prima linea difensiva contro le aggressioni.

L’immunità acquisita o adattativa riguarda unicamente il nostro sistema immunitario che, nel corso della sua storia evolutiva, ha imparato a distinguere e separare il self dal non-self, tutto ciò che è proprio della composizione dell’organismo da ciò che gli è estraneo.

Un mal funzionamento di questo meccanismo di riconoscimento specifico è alla base delle malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario attiva meccanismi di difesa contro elementi propri, determinando una alterazione e un danneggiamento del distretto colpito.

Questo livello del sistema immunitario è costituito dalle cellule della linea linfoide, i linfociti T e B.

I primi hanno il compito di eradicare le infezioni e attivare altre cellule, inclusi i macrofagi e i linfociti B. Oltre ad una funzione effettrice, i linfociti sono anche responsabili della memoria immunologica, alla base della “teoria della selezione clonale” di Burnet.

"Anche il collagene, la principale proteina del regno animale, si è dimostrata particolarmente attiva"

Il sistema immunitario possiede, inoltre, meccanismi di regolazione fisiologica che si basano su ormoni ed altri elementi in grado di agire da immunomodulatori, alterando la sensibilità della nostra rete di difesa.

L’interconnessione tra i linfociti T e la vitamina D ne è un esempio. Il loro legame è indispensabile per l’adempimento delle loro funzioni difensive. Si ritiene per questo che una ipovitaminosi dettata da ragioni anagrafiche o di mal nutrizione possa essere responsabile dell’indebolimento della risposta immunitaria nell’anziano.

Anche il collagene, la principale proteina del regno animale, si è dimostrata particolarmente attiva nella stimolazione chemiotattica dei monociti, globuli bianchi voluminosi che in seguito a stimoli chemiotattici e infiammatori raggiungono il compartimento vascolare e, da questo, il tessuto, dove maturano in macrofagi o in cellule dendritiche, con la funzione principale di fagocitare, ossia di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, compresi i microrganismi, distruggendoli.

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